Enrico Benassi
Presentations

“Antonio Ligabue e i candidi visionari” al Centro Miche Berra per l’arte del ‘900, 28 marzo - 5 luglio 2015, Costigliole Saluzzo (CN)



Sabato 28 marzo alle ore 17, presso gli spazi di Palazzo Sarriod de La Tour a Costigliole Saluzzo, avrà luogo l’inaugurazione di “Antonio Ligabue e i candidi visionari”, mostra di snodo tra arte naive, art brut e neoprimitivismo curata da Nicola Mazzeo e Ivana Mulatero in occasione del cinquantenario della morte di Ligabue. L’esposizione dà il via all’attività 2015 dell’associazione culturale Marcovaldo in collaborazione con la Fondazione Artea ed è la mostra d’esordio della seconda stagione espositiva del Centro Miche Berra per l’arte del ‘900. La mostra sarà visitabile fino al 5 luglio il sabato dalle ore 14,30 alle 19, la domenica e i festivi dalle 10 alle 19 (aperture su prenotazioni per scuole e gruppi). Per maggiori informazioni telefonare allo 0171/618260 o visitare il sito Internet www.marcovaldo.it.

Marcovaldo e Artea celebrano il pittore Antonio Ligabue nel 50° anniversario della morte con una esposizione di opere, ricche di colori e di poesia, abitate da pochi personaggi e dai molti amati animali: cervi, orsi, cani, tigri, canguri e dromedari, convenuti in un paesaggio di provincia della bassa padana che assume i contorni di un mondo fiabesco, eppure vero e non privo di inquietudini. Entrano in dialogo con le opere di Ligabue, i dipinti di Pietro Ghizzardi e di Bruno Rovesti, artisti a lui affini e provenienti dal medesimo contesto culturale padano. Completa l’esposizione, una selezione dell’arte naive serbo-croata con oli su vetro di Ivan Generaliç, Ivan Lackovic Croata, Ivan Vecenaj, Mijo Kovacic e Ivan Rabuzin provenienti dalla collezione Berra. Il progetto della mostra si avvale della collaborazione della Casa Museo Antonio Ligabue e della Casa Museo Rovesti di Gualtieri, della Casa Museo Pietro Ghizzardi di Boretto e di numerose collezioni private, mentre la selezione dei dipinti di Ligabue è stata effettuata dal massimo esperto e conoscitore, Sergio Negri, coadiuvato da Francesco Negri.

“La mostra - spiegano i due curatori, Nicola Mazzeo e Ivana Mulatero - presenta 58 opere (dipinti, disegni e puntesecche), provenienti da collezioni private che attestano la ricerca degli artisti coinvolti: Antonio Ligabue, Pietro Ghizzardi, Bruno Rovesti e i numerosi esponenti del mondo naif serbo e croato. Con questa selezione s’intende contestualizzare le due opere di Ligabue, presenti nel fondo del Centro Miche Berra per l’arte del ‘900, ponendole in relazione alla produzione coeva del pittore e in dialogo con i dipinti degli altri artisti esposti. L’obiettivo è di far scaturire un confronto intorno al concetto di naivetè da interpretare secondo diverse declinazioni. Un confronto, nello specifico, tra un vero linguaggio naif, da un lato, e una revisione completa, dall’altro, spostando l’interpretazione sui versanti dell’art brut e irregolare per i casi di Ghizzardi, Ligabue e Rovesti, vale a dire in un’area che coniuga la dimensione di un racconto popolare con la semplificazione narrativa degli elementi compositivi”.



DENTRO LA MOSTRA “ANTONIO LIGABUE E I CANDIDI VISIONARI”


Tra le passioni di Miche Berra collezionista non poteva mancare il filone dell’arte eccentrica e irregolare. Antonio Ligabue (Zurigo/Svizzera, 1899 – Gualtieri/Reggio Emilia, 1965), è sicuramente l’artista che, dopo Rousseau il Doganiere, è riconosciuto come un’esponente di primo piano di un filone artistico, un tempo indicato tra gli ambiti dell’arte naif europea ed ora, con opportune revisioni, in una dimensione critica e di ricerca storica più aderente alla specificità della sua pittura. Una pittura marcatamente espressionista, sensibilmente primitivista nell’immediatezza creativa, come aveva del resto già avanzato nel 1981 Miche Berra sulle colonne della Gazzetta del Popolo, nell’articolo intitolato “Un candido visionario”. L’artista affermato Marino Mazzacurati fu lo scopritore di Ligabue (e fu il tramite attraverso il quale Berra conobbe le sue opere), interessando alla sua pittura il mondo dell’arte e della critica militante, coadiuvato dall’editore Prandi che insieme alimentarono la fama del pittore di Gualtieri. In collezione Berra vi sono due opere di Ligabue, “Il circo” (olio su tavola, 1928-1939) e “Cervo assalito dai cani” (olio su tavola, 1928-1939), entrambe acquisite da Berra negli anni Cinquanta, che attestano le fasi iniziali dell’attività del pittore e il suo interesse e la sua predilezione verso il mondo naturale e animale. Le due opere sono state esposte nel trentennale della morte del pittore a Gualtieri nel 1996 e pubblicate nell’apposito catalogo.



Antonio Ligabue, Miche Berra e la provincia di Cuneo


Miche Berra è stato tra i principali promotori di una sensibilizzazione di gusto verso il mondo dell’arte popolare e della pittura naif serbo e croata, sollecitando un notevole interesse presso il pubblico della Provincia Granda attraverso la fattiva organizzazione di esposizioni e di conferenze sull’opera di Ligabue e dei pittori provenienti dai territori della vecchia Jugoslavia. Si ricorda la conferenza organizzata dall’Arci il 14 aprile 1981 presso il cine-teatro Monviso con la proiezione di due cortometraggi del regista Raffaele Andreassi su Ligabue e gli interventi dei critici Marzio Dall’Acqua, Roberto Tessari, Albino Galvano e Miche Berra.


Il progetto espositivo


L’esposizione Antonio Ligabue e i candidi visionari intende porre a confronto le opere di Antonio Ligabue (Zurigo, Svizzera, 1899 – Gualtieri, Reggio Emilia, 1965) con una selezione calibrata di dipinti di Pietro Ghizzardi (Viadana, 1906 – Boretto, 1986) e Bruno Rovesti (Gualtieri, 1907 – 1987), artisti a lui affini e appartenenti alla cosiddetta “Trinità padana dei naifs”, come venne chiamata dal regista Cesare Zavattini. Completa l’esposizione, una scelta di alcune delle opere dei più importanti esponenti della pittura naif su vetro serbo-croata – Ivan Generalic, Ivan Lackovic Croata, Ivan Vecenaj, Mijo Kovacic, Ivan Rabuzin e molti altri - provenienti dalla collezione di Miche Berra.

Tra i recuperi documentali non possono mancare gli articoli di reportage scritti da Miche Berra, inviato nei villaggi della pianura pannonica durante il giugno del 1978, e pubblicati sulla Gazzetta del Popolo, documentativi degli incontri del giornalista con i pittori naifs croati.





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